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Enemies Swe - Behind The Enemy Lines - Cover
Artist: Enemies Swe
Location: Stockholm, Sweden
Line-up: Rickard Andersson (lead vocals), Andreas Lagerin (guitars, backing vocals), Simon Karlsson (guitars), Bevis Bivesjö (bass), Marco Siila (drums)
Album: Behind The Enemy Lines
Label & Pubblication Year: Plugged Records, 2004
Tracklist:

Powertrain / Enemy / Mainstream King / Sliced And Diced / Nasty Idol / Elvis In Brooklyn / Superstar / Glam Star Cabaret / Back With The Bullets / Hello Hell / Rock N Roll School

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Dopo avere ascoltato il loro singolo ed avere intervistato il singer Rickard Andersson ero praticamente sicuro che il debutto degli Enemies Swe sarebbe stato un regalo con fiocco e controfiocco. Insomma mi sarei volentieri giocato qulcosa di importante (le palle!) in qualche scomessa, del tutto sicuro di vincerla. Ed ora che il primo full length della band si è concretizzato con "Behind The Enemy Lines" posso dirvi che avevo perfettamente ragione indicandovi senza indugi gli Enemies Swe come la nuova promessa scandinava dopo gli oramai affermati Backyard Babies, The Hellacopters, Hardcore Superstar e Gemini Five. Tuttavia, gli Enemies Swe non sembrano ricalcare in carta carbone il percorso seguito dai loro sopra citati e celebri connazionali, e pur non dimenticando la melodia il combo di Stoccolma ha un'eccezionale predilezione per suoni potenti, sporchi e ruvidi; un'anima sleazy a tutti gli effetti! Così gli 11 brani di questo lavoro rivestono con una produzione perfettamente aggiornata al XXI° secolo, l'insegnamento di Shotgun Messiah, Nasty Idols, Guns'n'Roses ed Alice Cooper. Quello che ne esce è una ondata dall'energia anomala, nella quale a giocare un ruolo fondamentale sono le efferate evoluzioni delle chitarre di Anders Langerin e Simon Karlsson, comprimarie con la voce marcia, tossica ed abrasiva di Ricki. Per capire l'antifona basta davvero poco, infatti l'anthemica "Powetrain" apre subito a tutto gas: refrain diretto e semplice, intermezzo lievemente modernista, elettricità allo stato brado ed un impatto che non lascia il minimo scampo. Il coltello continua ad affondare e con "The Enemy" un retrogusto a la Gemini Five si può anche notare, ma attenzione... Da queste parti l'attitudine è davvero molto più cattiva! Non c'è tregua, in "Mainstrem King", dall'intro a base di Southern Confort e dalle venature a tratti Cooperiane, viene a farci visita l'armonica dell'ospite Dennis Palsson (bassista dei Rise And Shine, band di Stoccolma che ho apprezzato grazie a "Roadflower", album uscito nel '99 per l'italiana Black Widow Records) mentre i vorticosi riffs della ultra dinamica "Slice And Diced" spaccano senza mezzi termini! "Nasty Idols" suona più tonda e lenta, come se nel DNA dei nostri si fosse pure fatta stada una lievissima impronta orientata allo stoner, mentre "Elvis in Brooklyn" deraglia impazzita sui veloci ritmi dettai dal batterista Marco Siila. Documentandosi si scopre pure che Marco faceva parte di una pop band ben nota in Svezia, ovvero i Friends, che avevano la particolarità di essere stati creati a tavolino mediante un concorso televisivo. Se interpreto bene le fonti delle notizia, siamo di fronte alla versione nordica di "Amici", e allora... rabbrividisco! In "Superstar" fanno pure comparsa i cori femminili ad opera di June Hammervald, Caroline Lerjerud, Linda Byman e Izabelle Wall, mentre "Back With The Bulletz" sfodera un riffing strutturalmente devoto agli immarcescibili AC/DC. Ma non perdete tempo nel leggere questa recensione, e mentre ascolto il botto finale titolato "Rock N Roll School", correte al negozio più vicino a casa vostra ed ordinate senza indugio la vostra overdose quaotidiana di sleaze rock. Enemies Swe... semplicemente da sballo!

Recensione Realizzata da Bruno Rossi
Vote: 8